Chi siamo? Dove andiamo? A fare cosa? Ma perché non ce ne stiamo a casa?
Queste le grandi domande che assillano l’esistenza del signor AMNESIA, personaggio stralunato e sognatore. Amnesia dimentica, perciò lo chiamano così. Dimentica il sapere, le informazioni, le notizie 24 ore su 24, sconnesso da tutto, e in questo apparente oblio, il vuoto di memoria crea uno spazio dove la luce entra e il suo racconto, apparentemente confuso, ci svela una realtà che all’improvviso sembra chiara.

Forse è solo un’illusione, però guardando “L’uomo senza voglie”, “l’ubriaco di tutto”, “l’impegnato e la buca”, “quello che si perde nel treno”, “il guru di provincia”, e il “Casanova da chat” verrebbe da pensare, verrebbe da pensare… Ecco, le amnesie di AMNESIA ci fanno stare “in” pensiero, “nel” pensiero. Nel pensiero che forse “starsene a casa” nel senso di “coltivare il proprio giardino” potrebbe essere ancora una direzione percorribile. Con il dubbio che un po’ di sana Amnesia farebbe bene a tutti, per tornare a vedersi con uno sguardo nuovo, per ricominciare, di nuovo, a stupirsi.

In una passerella di Amnesie comiche, poetiche, graffianti, sfilano dubbi, certezze, stupidità, intelligenze, splendori e miserie dell’Uomo ormai imbesuito e imbrigliato da sistemi che lui stesso ha creato e dai quali non riesce, come preso da un incantesimo, a sbrogliarsi.
AMNESIA potrebbe liberarci. Lui sa come fare ma… non se lo ricorda!

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