.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Attore, regista, autore e formatore

Augusto Fornari inizia il suo percorso teatrale con la Commedia dell’Arte. A Parigi studia con Bepi Monai e Mario Gonzalez del Conservatoire National d’Art Dramatique di Parigi. In Italia, si diploma al Laboratorio Teatrale di Gigi Proietti.

Frequenta il I° corso di perfezionamento per attori diretto da Luca Ronconi al Teatro Argentina.

Studia con Geraldine Baron e Doris Hicks dell’Actors Studio.

Sul palco

Fonda il gruppo teatrale, “I Picari” per il quale scrive e dirige spettacoli, tra cui “La Bibbia in meno di 90 minuti” “Shakespeare per attori cani” e “Opera Comica”.

È protagonista al teatro Sistina con “I Figli della Lupa” con Valeria Moriconi, commedia di Gigi Magni, musiche di Nicola Piovani e regia di Pietro Garinei. E’ stato Sancho Panza nel “Don Chisciotte” di Maurizio Scaparro, con Pino Micol.

Scrive ed interpreta un One man show “Amnesie di un viaggiatore senza biglietto” e “Fratello Unico” con il fratello Toni Fornari.

Per il teatro Golden di Roma, scrive, interpreta e dirige spettacoli di successo come “Ritorno al presente”, “Il Prete e il Bandito”, “Terapia Terapia”, “Finchè giudice non ci separi”, “Amleto contro la Pantera Rosa”, “La casa di famiglia”.

Per l’opera lirica, cura la regia de’ “La Bohème” al Teatro Carlo Felice di Genova (tre edizioni 2011/2012 e 2019).

Nel 2014 dirige “La Vedova Allegra” operetta di Franz Lehar, curandone l’adattamento e interpretando il ruolo di Njegus. Teatro Carlo Felice di Genova.

Sul grande e piccolo schermo

Lavora con Ettore Scola in “Concorrenza Sleale” e “Gente di Roma”, Pupi Avati in “Ma quando arrivano le ragazze?”, Woody Allen in “To Rome with Love!” e “Basilicata coast to coast” di e con Rocco Papaleo.

È coprotagonista insieme a Michele Placido, Pietro Sermonti e Anna Valle, di “Solometro”, di Marco Cucurnia. Ha partecipato a “Torno indietro e cambio vita” con Ricky Memphis, Raoul Bova, Paola Minaccioni e Max Tortora, regia di Carlo Vanzina.

Nel 2017 debutta alla regia cinematografica con “La casa di famiglia”.

In televisione: “Questo nostro amore anni 70”, “Sarò sempre tuo padre”, “Questo nostro amore”, “Boris 3”, “Commissario Manara”, “Il campione e il bandito”, “Le mille e una notte”, “Nero a Metà 2” (prossima uscita).

Stage, Laboratori, Masterclass, Coaching

Il percorso degli stage di Augusto Fornari, oltre a sviluppare la capacità di “esser presente” e reattivo sulla scena, lavora su una più profonda consapevolezza che permette all’attore di applicare la sua capacità creativa alla scrittura scenica, alla messa in scena.

A seconda delle esigenze dei partecipanti, delle scuole o dei progetti, Augusto Fornari propone sia un percorso didattico “laboratoriale intensivo” di tempo limitato, sia una didattica continuativa su un più lungo periodo.  Il lavoro parte dalla maschera neutra, che è il “grado zero” di ogni personaggio, il foglio bianco su cui si “scrive” il personaggio, per arrivare ad una proposta di messa in scena.

Augusto Fornari ha insegnato al Laboratorio di Arti Sceniche di Massimiliano Bruno, al Cantiere Teatrale di Paola Tiziana Cruciani, al Teatro Golden Academy. Ha, inoltre, diretto stages a Milano, Roma, Padova, Firenze Napoli e Catania.

 

 

“L’Attore Creativo” è un metodo di lavoro che offre l’opportunità, partendo da un’idea o da un testo, di arrivare alla messa in scena in modo autonomo, consapevole e creativo. Il percorso inizia col lavoro con La Maschera Neutra, arriva al personaggio, avvicina il testo e si conclude con la messa in scena.

“L’Attore Creativo” mette al centro del processo di creazione l’attore che diventa non solo l’interprete, ma anche regista e autore della scrittura scenica.

Gli step fondamentali:

  1. avvicinamento alla maschera neutraa
  2. lavoro in maschera: improvvisazioni
  3. analisi del testo e del bisogno del personaggio; lo stato d'animo.
  4. creazione di una "trama fisica"; improvvisazioni con la musica.
  5. aggiunta del testo sulla "trama fisica"
  6. lavoro sull'emozione e il ritmo della scena

Link utili:

Che cos’è il gioco? Che cos’è il comico”? Cosa ci fa ridere? Come si fa per far ridere?

Un workshop intensivo per tentare di rispondere a queste domande sperimentando ed analizzando il tempo comico in scena. La tecnica, basata su poche efficaci regole,  permette di sviscerare i meccanismi della comicità e attraverso le improvvisazioni, stimola l’immaginazione accompagnandolo nella pratica in scena, per toccare con mano e plasmare la tecnica comica.

  • La tecnica: dal corpo alla mente
    • il tempo d'arresto
    • il gioco dello sguardo
    • l'ascolto del pubblico
  • Le "modalità" del comico
    • differenza fra commedia, farsa, clown, parodia, grottesco, burlesque e tragedia
    • esercizi di stile: improvvisazioni sulle diverse modalità

Link utili:

 

Le basi della recitazione

L’inizio del cammino, per un attore, non è carpire i segreti più reconditi del personaggio, esplorare le pieghe della sua anima, gettarsi a capofitto nel materiale scenico. L’inizio è la conoscenza di sé. Un percorso per cercare un allineamento fra corpo e mente. L’attore detto “fluido” è colui che smette di pensare e vive nella realtà scenica, agendo solo su ciò che accade.

 

L'attore, il personaggio, la scena

Il lavoro didattico si basa su alcuni punti essenziali:

  • La conoscenza del personaggio e delle circostanze date
  • Lo stato emotivo prima di entrare in scena
  • La conoscenza del bisogno del personaggio
  • La connessione con la realtà scenica

 

Il lavoro può essere svolto partendo da scene o monologhi di teatro o di cinema.

Un laboratorio per ritrovare “il tempo perduto”, per riscoprire la voglia di giocare, di esplorare le nostre possibilità, liberare la nostra immaginazione, e accorgerci che tutto ciò che abbiamo dimenticato è ancora lì, dietro un naso rosso, dove il nostro clown aspetta di essere ritrovato.

Quel tempo della scoperta, dello stupore, è il tempo del clown, sospeso ma vivo. E’ il “tempo di darsi tempo”, lasciare che le cose accadano senza l’assillo di non essere all’altezza, senza la paura del giudizio, senza la paura di sbagliare.

La paura blocca l’immaginazione. Questo stage permette di allineare il corpo e la mente, di "prendersi il tempo" di giocare e di pensare "semplice" - cosa più difficile di quel che si pensa – liberando lo spazio necessario alla creazione.

PRIMA PARTE:

  • Riscaldamento vocale e fisico
  • Tecnica della maschera

SECONDA PARTE:

  • Gli elementi della struttura della scena
  • Esercizi sulla struttura della scena
  • Improvvisazioni in maschera e naso rosso

Come si costruisce una gag, uno sketch, un numero comico?
Questo atelier offre gli strumenti per orientarsi e dare forma al magma creativo del clown e strutturare una drammaturgia che sia per il clown contenuto di ciò che non si può contenere, uno spazio finito di infinita libertà.

Trovare il proprio clown è un percorso straordinario, un meraviglioso fuoco d’artificio di sorprese ed emozioni. L’incontro è intenso perché ci mette davanti alla nostra entità creatrice. Subito il clown ci chiede di esprimersi, vuole esplorare, giocare, vivere. Le possibilità sono infinite. Ma nelle infinite possibilità c’è il rischio che il clown si smarrisca, che perda il suo senso (o non- senso). Ma è possibile strutturare il caos creativo del clown? In che maniera? In quale direzione? Certamente è possibile. Il gioco per essere tale ha le sue regole. Basta conoscerle.

Questo format è perfetto per uno studio approfondito di un testo o di un personaggio in vista di un provino o della preparazione di un self-tape.
Si tratta di una versione telematica dello stage L’ATTORE FLUIDO. Il coaching online si focalizza tanto su monologhi o scene di teatro quanto su estratti cinematografici.

Il mezzo telematico predispone l’attore ad un giusto lavoro di introspezione, che attinge molto all’approccio del format ACTING IN CAMERA. Si tratta di uno strumento interessante, in particolare per la ricerca sullo stato d’animo del personaggio e la connessione con la realtà scenica.

I partecipanti potranno studiare con il docente una scena di loro scelta, monologhi o scene tratti da pièces teatrali o film. Gli incontri potranno essere fatti in gruppi di massimo 6 persone, o a tu per tu con il docente.

 

Fasi dello studio:

  1. il bisogno: ogni personaggio ha un bisogno da risolvere, individuarlo bene è la prima cosa prima di entrare in scena
  2. lo stato emotivo: si affronta la scena con uno stato d'animo iniziale ben preciso
  3. la connessione con la realtà scenica: la recitazione è fatta di azioni e reazioni, la connessione col momento presente e con il partner

La regia è creazione. Si parte da un materiale, testuale o pre-testuale, per arrivare a dare corpo e anima ad una creatura nuova. Il corpo è la direzione estetica (luci, scenografie, costumi, ecc.) Vi è poi l’anima, che paradossalmente è fatta di carne: gli attori, il testo e la sua concretezza fisica di gesti e di parole. Come approcciare questo materiale così delicato e cangiante è la sfida. Compito del regista è quello di dare ad ogni singola scena il giusto peso all’interno di un tutto. Si tratta di stabilire un ritmo, un sapore, un’atmosfera, che non può prescindere da ciò che ha preceduto la scena né da ciò che la seguirà.

 

In questo processo fenomenologico si instaura il processo creativo-alchemico del regista e il suo intervento diventa “scrittura scenica”, ridisegna cioè, all’interno di una struttura drammaturgica preesistente, una meta-scrittura.

Il laboratorio mira a fornire o migliorare le capacità attoriali dei cantanti puntando i problemi fondamentali che il cantante affronta ad ogni performance: come dare verità e cuore ad un’interpretazione? Come fare sì che il canto commuova? Fin dove possiamo spingerci con il cuore prima che tocchi le corde vocali? C’è un limite dove l’emozione “disturba” l’esecuzione? Qual è?

 

Un breve percorso per conoscere meglio la “macchina attoriale” di cui disponiamo ed esplorare possibilità “altre” che aggiungono qualità e vita al nostro cantare.

 

Link utile:

© 2021 Augusto Fornari – tutti i diritti riservati (Web design e grafica: Valerio Ippolito e Martina Simoni)